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Georg Friedrich Händel

Óperas:

Admeto, re di TessagliaAecioAgripinaAlcinaAlessandroAlessandro SeveroAlexander BalusAlexander's FeastAlmiraAmadigi di GaulaArianna in CretaAriodanteArminioAtalantaAthaliaBelshazzarBereniceBrockes PassionDeborahDeidamíaEl MesíasEl triunfo del tiempo y del desengañoEl triunfo del tiempo y del desengañoEstherEstherFaramondoFlavioFloridanteGiustinoHérculesIl pastor fidoImeneoIsrael en EgiptoJephthaJoseph and his BrethrenJoshuaJudas MacabeoJulio César en EgiptoLa ResurrecciónL'allegro, il penseroso ed il moderatoLotarioOccasional OratorioOrlandoOttoneParténopePoro, Re dell'IndieRadamistoRiccardo PrimoRinaldoRinaldoRodelindaRodrigoSalomónSansónSaulScipioneSémeleSerse, HWV 40SillaSiroe, rey de PersiaSosarmeSusanaTamerlánTerpsicoreTeseoThe Choice of HerculesTheodoraTolomeo

Cantatas:

Aci, Galatea e PolifemoAgrippina condotta a morire or Dunque sarà pur veroAh! che troppo ineguali, HWV 230Ah, che pur troppo è vero, HWV 77Ah, crudel! nel pianto mio, HWV 78Allor ch'io dissi addio, HWV 80Alpestre monte, HWV 81Aminta e Fillide, HWV 83Armida abbandonata, HWV 105Aure soavi e lietiCarco sempre di gloria, HWV 87Care selve, aure grate, HWV 88Cecilia, volgi un sguardo, HWV 89Chi ben ama non paventaChi rapì la pace al core, HWV 90Clori vezzosa Clori, HWV 95Clori, degli occhi miei, HWV 91aClori, mia bella Clori, HWV 92Clori, ove sei?, HWV 93Clori, Tirsi e FilenoCrudel tiranno amor, HWV 97Cuopre tal volta il cielo, HWV 98Da sete ardente afflitto, HWV 100Dalla guerra amorosa, HWV 102aDeh! lasciate e vita e volo, HWV 103Del bell'idolo mioDiana cacciatrice, HWV 79Dimmi, o mio cor, HWV 106Ditemi, o piante, HWV 107Dolc' è pur d'amor l'affanno, HWV 109aDolc' è pur d'amor l'affanno, HWV 109bDolce mio ben, HWV 108E partirai, mia vita, HWV 111Echeggiate, festeggiate, HWV 119Figli del mesto cor, HWV 112Figlio d'alte speranze, HWV 113Filli adorata e cara, HWV 114Fra pensieri quel pensiero, HWV 115Fra tante pene, HWV 116Ho fuggito Amore anch'io, HWV 118Il delirio amoroso, HWV 99Il Gelsomino, HWV 164bIrene, idolo mio, HWV 120bLa bianca rosa, HWV 160aLa bianca rosa, HWV 160bLa bianca rosa, HWV 160cLa terra è liberataLanguia di bocca lusinghiera, HWV 123L'aure grate, il fresco rio, HWV 121aLook down, harmonious saint, HWV 124Lucrezia, HWV 145Lungi da me, pensier tiranno, HWV 125bLungi da voi, che siete poli, HWV 126cLungi dal mio bel nume, HWV 127aLungi dal mio bel nume, HWV 127bLungi n'andò Fileno, HWV 128Manca pur quanto sai, HWV 129Mentre il tutto è in furore, HWV 130Menzognere speranze, HWV 131Mi palpita il cor, HWV 132aMi palpita il cor, HWV 132bMi palpita il cor, HWV 132cNe' tuoi lumi, o bella Clori, HWV 133Nel dolce tempo, HWV 135aNel dolce tempo, HWV 135bNella stagion che di viole e rose, HWV 137Nell'africane selve, HWV 136Nice, che fa? che pensa?, HWV 138Ninfe e pastori, HWV 139aNinfe e pastori, HWV 139bNinfe e pastori, HWV 139cNisi Dominus, HWV 238No se emenderá jamás, HWV 140Non sospirar, non piangere, HWV 141Notte placida e cheta, HWV 142O lucenti, o sereni occhi, HWV 144Occhi miei che faceste?, HWV 146Olinto pastore, Tebro fiume, Gloria, HWV 143Partenza di G.B., HWV 168Partì, l'idolo mio, HWV 147Pensieri notturni di Filli, HWV 134Poichè giuraro amore, HWV 148Qualor l'egre pupille, HWV 152Qualor, crudele sì ma vaga Dori, HWV 151Quando sperasti, o core, HWV 153Quel fior che all'alba ride, HWV 154Sarai contenta un dì, HWV 156Sarei troppo felice, HWV 157Se pari è la tua fè, HWV 158aSe pari è la tua fè, HWV 158cSe per fatal destino, HWV 159Sento là che ristretto, HWV 161aSento là che ristretto, HWV 161bSiete rose rugiadose, HWV 162Solitudini care, amata libertà, HWV 163Spande ancor a mio dispetto, HWV 165Splenda l'alba in oriente, HWV 166Stanco di più soffrire, HWV 167aTorna il core al suo diletto, HWV 169Tra le fiammeTu fedel? tu costante?, HWV 171Udite il mio consiglio, HWV 172Un sospir a chi si muore, HWV 174Un'alma innamorataVedendo amor, HWV 175Venne voglia ad amore, HWV 176Zeffiretto, arresta il volo, HWV 177

Arias:

A languir ed a penar. Admeto. Admeto, re di TessagliaA sprone, a fren leggiero. Clito. AlessandroAbbruggio, avampo e fremo. Rinaldo. RinaldoAbbruggio, avampo e fremo. Rinaldo. RinaldoAffanni del pensier, un sol momento. Teofane. OttoneAgitato il cor mi sento. Dardano. Amadigi di GaulaAh! cruda gelosia!. Arcane. TeseoAh! crudel! il pianto mio. Armida. RinaldoAh! crudel! il pianto mio. Armida. RinaldoAh! Spietato! e non ti muove. Melissa. Amadigi di GaulaAh! tu non sai, quant' il mio cor sospira. Matilda. OttoneAh, mio cor!. Alcina. AlcinaAh, non son io che parlo, è il barbaro dolore. Fulvia. AecioAh, si, morrò, e allor potrò. Admeto. Admeto, re di TessagliaAi Greci questa spada sovra i nemici estinti. Achille. DeidamíaAl sen ti stringo e parto, ma forma. Il Rè di Scozia. AriodanteAl tardar della vendetta o la scorda. Fenice. DeidamíaAl varco, oh pastori!. Atalanta. AtalantaAll' alma fedel. Bradamante. AlcinaAll' orror d'un duolo eterno il mio amore. Matilda. OttoneAlla fama, dimmi il vero, troppe fè. Teofane. OttoneAlla sua gabbia d'oro suol ritornar talor. Rossane. AlessandroAlle sfere della gloria, alza i vanni. Sosarme. SosarmeAllegrezza! Claudio giunge. Lesbo. AgripinaAlma mia, si, sol tu sei. Floridante. FloridanteAlza al Ciel pianta orgogliosa. Clodomiro. LotarioAlzo al volo di mia fama. Tiridate. RadamistoAma, sospira. Morgana. AlcinaAmarti si vorrei, il ciel lo sà. Agilea. TeseoAmor commanda, onore invita. Timante. FloridanteAmor è qual vento, che gira il cervello. Dorinda. OrlandoAmor è un tiranno, che ai sensi fà guerra. Ercole. Admeto, re di TessagliaAmore contro amor combatte nel mio cor. Arsace. BereniceAndate, oh forti frà straggi. Mago. RinaldoAndate, oh forti frà straggi. Mago. RinaldoAngels, ever bright and fair. TheodoraApri le lucì, e mira gli ascosi. Dalinda. AriodanteArma lo sguardo d'un dolce dardo. Matilde. LotarioArmati, oh core, di cieco sdegno!. Trasimede. Admeto, re di TessagliaAs When the Dove. Aci, Galatea e PolifemoAs with rosy steps the morn. TheodoraAugelletti, che cantate, zefiretti. Almirena. RinaldoAugelletti, che cantate, zefiretti. Almirena. RinaldoAure, fonti, ombre gradite. Rossane. AlessandroAvvertite mie pupille, non tradite l'onor mio. Berenice. BereniceAwake, Saturnia. SémeleBarbara: io ben lo sò. Oberto. AlcinaBarbaro! t'odio a morte, mà più. Elmira. FloridanteBarbaro, partirò. Polissena. RadamistoBasta che sol tu chieda. Claudio. AgripinaBasta che sol tu chieda. Argante. RinaldoBasta che sol tu chieda. Argante. RinaldoBel labbro, formato per farmi beato. Adelberto. OttoneBel piacere e godere. Almirena. RinaldoBel piacere e godere. Almirena. RinaldoBel piacere e godere fido amor. Poppea. AgripinaBella pur nel mio diletto. Poppea. AgripinaBella, non mi negar, ch'io sol ti. Idelberto. LotarioBella, non t'adirar!. Orindo. Admeto, re di TessagliaBen' io sento l'ingrata, spietata. Irene. AtalantaBench' io non sappia ancor. Atalanta. AtalantaBenchè mi sia crudele, benchè infedel. Teofane. OttoneBenchè tuoni e l'etra avvampi. Arcane. TeseoBramo te sola, non penso all' impero. Floridante. FloridanteBrilla nell' alma un non inteso ancor. Rossane. AlessandroCade il mondo soggiogato. Claudio. AgripinaCangiò d'aspetto il crudo fato. Admeto. Admeto, re di TessagliaCara sposa, amante cara, dove sei?. Rinaldo. RinaldoCara sposa, amante cara, dove sei?. Rinaldo. RinaldoCara sposa, amato bene, prendi spene. Radamisto. RadamistoCara, tu nel mio petto. Adelberto. OttoneCare selve, ombre beate. Meleagro. AtalantaCaro padre, a me non dei mammentar che padre sei. Fulvia. AecioCease to Beauty to be Suing. Polyphemus. Aci, Galatea e PolifemoCervo altier, poiche prostrò. Ottone. OttoneChe sarà quando amante accarezza. Alessandro. BereniceChe tirannia d'Amor! fuggir. Lisaura. AlessandroChe veggio? che sento?. Oronte. FloridanteChi è nato alle sventure. Trasimede. Admeto, re di TessagliaChi m'insegna il caro padre?. Oberto. AlcinaChi possessore è del mio core. Angelica. OrlandoChi ritorna alla mia mente. Teseo. TeseoChi t'intende? o cieca instabile!. Berenice. BereniceCh'io lasci mai d'amare il caro mio tesoro. Oriana. Amadigi di GaulaChiudetevi, miei lumi. Admeto. Admeto, re di TessagliaCieca notte, infidi sguardi, spoglie infauste. Ariodante. AriodanteCielo! Se tu il consenti. Orlando. OrlandoCol celarvi. Ruggiero. AlcinaCol peso del tuo amor. Poppea. AgripinaCol raggio placido della speranza. Pallante. AgripinaCol valor, colla virtù or si vada. Eustazio. RinaldoCol valor, colla virtù or si vada. Eustazio. RinaldoColl'ardor del tuo bel cor. Nerone. AgripinaCombatti da forte. Almirena. RinaldoCombatti da forte. Almirena. RinaldoCome all' urto aggressor d'un torrente. Ulisse. DeidamíaCome alla tortorella langue al suo caro. Irene. AtalantaCome il candore d'intatta neve. Cleofide. Poro, Re dell'IndieCome il candore d'intatta neve. Erissena. Poro, Re dell'IndieCome nube che fugge dal vento. Nerone. AgripinaCompagni nell' amore se tolerar non sai. Erissena. Poro, Re dell'IndieCon gli strali d'amor cangia morte talor. Aristobaldo. BereniceCon la strage de' nemici sono avvezzo a trionfar. Tiridate. RadamistoCon l'ali di costanza alza il suo volo. Ariodante. AriodanteCon saggio tuo consiglio. Nerone. AgripinaCon vana speranza pur trovo diletto. Tigrane. RadamistoConsider, Fond Shepherd. Damon. Aci, Galatea e PolifemoConsolami se brami, ch'io viva in te, mio ben. Deidamia. DeidamíaCoperta la frode di lana servile. Polinesso. AriodanteCor ingrato ti remembri. Rinaldo. RinaldoCor ingrato ti remembri. Rinaldo. RinaldoCoronato il crin d'alloro. Ottone. AgripinaCosì giusta è questa speme, che se l'alma. Angelica. OrlandoCredete al mio dolore. Morgana. AlcinaCuor di madre, e cuor di moglie. Erenice. SosarmeDa tanti affanni oppressa. Antigona. Admeto, re di TessagliaDa te più tosto partir vogl'io. Trasimede. Admeto, re di TessagliaDa un breve riposo di stato amoroso. Alessandro. AlessandroDal cupo baratro venite, oh furie. Medea. TeseoD'amor nei primi istanti facili son gli amanti. Nerea. DeidamíaDeggio dunque, oh Dio, lasciarti. Zenobia. RadamistoDegno più di tua beltà, questo cor ritornerà. Fenice. DeidamíaDeh serbate, oh giusti Dei!. Agilea. TeseoDeh! fuggi un traditore. Tigrane. RadamistoDeh! non dir, che molle amante. Ottone. OttoneDeh! v'aprite, oh luci belle. Agilea. TeseoDel minacciar del vento si ride. Emireno. OttoneDel mio sol vezzosi rai. Lurcanio. AriodanteDell' onda a i fieri moti sottratto in porto. Ottone. OttoneDesterò dall' empia Dite ogni furia a farvi guerra. Melissa. Amadigi di GaulaDì ad Irene, tiranna, infedele. Aminta. AtalantaDi far le sue vendette. Matilda. OttoneDi lusinghe, di dolcezza non fatica non asprezza. Nerea. DeidamíaDi rendermi la calma prometti, oh speme infida. Erissena. Poro, Re dell'IndieDi Sion nell' alta sede. Eustazio. RinaldoDi Sion nell' alta sede. Eustazio. RinaldoDi te mi rido. Ruggiero. AlcinaDi, cor mio, quanto t'amai. Alcina. AlcinaDica il falso, dica il vero. Rossane. AlessandroDice amor, quel bel vermiglio. Berenice. BereniceDiedi il core ad altra Ninfa. Aminta. AtalantaDigli, ch'io son fedele. Cleofide. Poro, Re dell'IndieDimmi, oh spene! quando riede. Elmira. FloridanteD'inalzar i flutti al ciel fia che cessi. Adelberto. OttoneD'instabile fortuna non sempre. Berengario. LotarioDir li potessi vedi, crudele. Teofane. OttoneDiresti poi così? O pur mossa a pietà. Matilda. OttoneDite pace, e fulminate, crudi Cieli!. Elmira. SosarmeDolce bene di quest'alma. Radamisto. RadamistoDolce riposo, ed innocente pace!. Medea. TeseoDolce vita del mio petto. Oriana. Amadigi di GaulaDopo il nembo e la procella. Timante. FloridanteDopo l'ombre d'un fiero sospetto. Rossane. FloridanteDopo l'orride procelle. Polissena. RadamistoDopo l'orrore d'un Ciel turbato più vago. Ottone. OttoneDopo notte atra e funesta splende. Alessandro. Poro, Re dell'IndieDopo notte, atra e funesta, splende in Ciel. Ariodante. AriodanteDove sei? dolce mia vita! senza te dovrò. Ottone. OttoneDov'è? s'affretti per me la morte. Poro. Poro, Re dell'IndieDover, giustizia, amor m'accendono nel cor. Polinesso. AriodanteDue bell' alme inamorate, care, fide. Deidamia. DeidamíaDue parti del core tra'l figlio e'l consorte. Erenice. SosarmeD'un barbaro scortese non rammentar l'offese. Alessandro. Poro, Re dell'IndieD'una torbida sorgente nasce il rio. Adelaide. LotarioE che ci posso far, se non ti posso amar. Antigona. Admeto, re di TessagliaÈ gelosia. Bradamante. AlcinaE per monti e per piano e per selve. Antigona. Admeto, re di TessagliaÈ prezzo leggiero d'un suddito il sangue. Gandarte. Poro, Re dell'IndieÈ pur bello, in nobil core. Agilea. TeseoÈ si dolce il mio contento. Amadigi. Amadigi di GaulaÈ un foco quel d'amore. Poppea. AgripinaÈ un folle, è un vile affetto. Oronte. AlcinaÈ un incendio frà due venti. Rinaldo. RinaldoÈ un incendio frà due venti. Rinaldo. RinaldoÈ un sospir che vien dal core. Rossane. FloridanteEcco alle mie catene, ecco a morir m'invio. Ezio. AecioEmpio, perverso cor!. Zenobia. RadamistoFà quanto vuoi, li scherni tuoi. Poppea. AgripinaFalsa imagine, m'ingannasti. Teofane. OttoneFammi combattere mostri e tifei. Orlando. OrlandoFarò così più bella la bella fede mia. Alceste. Admeto, re di TessagliaFatemi, oh cieli, almen (Polissena). Polissena. RadamistoFerite, uccidete, oh numi del ciel!. Radamisto. RadamistoFiaccherò quel fiero orgoglio. Segeste. AriodanteFinchè lo strale non giunge. Oronte. FloridanteFinchè per te mi palpita timido. Onoria. AecioFinchè un zeffiro soave. Fulvia. AecioForte in ciampo al suo furore. Erenice. SosarmeFrà le guerre e le vittorie. Alessandro. AlessandroFrà le stragi e frà le morti. Alessandro. AlessandroFra l'ombre e gl'orrori farfalla confusa. Altomaro. SosarmeFurie terribili! Circondatemi. Armida. RinaldoFurie terribili! Circondatemi. Armida. RinaldoGelo, avvampo, considero, e sento con doppio tormento. Selene. BereniceGelosia, spietate Aletto. Alceste. Admeto, re di TessagliaGià che morir non posso. Zenobia. RadamistoGià l'ebro mio ciglio, quel dolce liquore. Orlando. OrlandoGià lo stringo, già l'abbraccio con la forza. Orlando. OrlandoGià mi sembra al carro avvinto. Lotario. LotarioGià risonar d'intorno al campidoglio io sento. Varo. AecioGioje, venite in sen. Oriana. Amadigi di GaulaGiunt' in porto è la speranza. Gismonda. OttoneGode l'alma consolata quella calma. Teofane. OttoneGode l'alma innamorata. Rossane. FloridanteGrave è'l fasto di regnar. Berengario. LotarioGrecia tu offendi, Troja difendi. Ulisse. DeidamíaGuarda pria se in questa fronte. Ezio. AecioGuerra e pace, Egizia terra, a te porto. Fabio. BereniceHeart, Thou Seat of Soft Delight. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoHo un certo rossore. Dorinda. OrlandoHo un non sò che nel cor. Agrippina. AgripinaHonor and arms. SansónHow willing my paternal love. SansónHush Ye Pretty Warbling Choir. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoHymen, haste! thy torch prepare. SémeleIl cor mio, ch'è già per te. Alessandro. AlessandroIl mio crudel martoro crescer non può di più. Ginevra. AriodanteIl mio valore ch'albergo in petto. Sosarme. SosarmeIl nocchier, che si figura ogni scoglio. Massimo. AecioIl primo ardor è così caro. Dalinda. AriodanteIl Tricerbero humiliatò. Rinaldo. RinaldoIl Tricerbero humiliatò. Rinaldo. RinaldoIl tuo sangue, ed il tuo zelo, per la figlia. Lurcanio. AriodanteIl vostro maggio de' bei verdi anni. Sirene. RinaldoIl vostro maggio de' bei verdi anni. Sirene. RinaldoImagini funeste. Orlando. OrlandoImpara, codardo, ch'un anima forte. Matilde. LotarioImpara, ingrata, ad esser men crudele. Nicandro. AtalantaIn mille dolci modi al sen ti stringerò. Sosarme. SosarmeIn quella, sola in quella candida mano e bella. Alessandro. BereniceIngannata una sol volta. Poppea. AgripinaInvida sorte avara misero in questo dì. Il Rè di Scozia. AriodanteIo di Roma il Giove sono. Claudio. AgripinaIo già sento l'alma in sen. Melissa. Amadigi di GaulaIo godo, scherzo e rido, crudel, nel tuo dolor. Melissa. Amadigi di GaulaIo son qual Fenice risorta dal foco. Antigona. Admeto, re di TessagliaIo sperai trovar riposo. Ottone. OttoneIo ti bacio, o mano augusta. Ginevra. AriodanteIo ti bacio, oh bella imago. Antigona. Admeto, re di TessagliaLa bella mano, che mi piagò. Alessandro. BereniceLa bocca vaga. Ruggiero. AlcinaLa cervetta nei lacci avvolta. Lisaura. AlessandroLà dove gli occhi io giro. Alceste. Admeto, re di TessagliaLa gloria sola, che ogn' or bramai. Ercole. Admeto, re di TessagliaLa mia costanza non si sgomenta. Fulvia. AecioLa mia sorte fortunata. Pallante. AgripinaLa sorte mia vacilla. Antigona. Admeto, re di TessagliaLa sorte, il ciel, amor promettono. Tigrane. RadamistoLa speranza è giunta in porto. Gismonda. OttoneLa tigre arde di sdegno. Admeto. Admeto, re di TessagliaLa turba adulatrice da me ritiri'l piè. Haliate. SosarmeL'alma mia frà le tempeste. Agrippina. AgripinaL'amor, che per te sento. Lisaura. AlessandroL'armi implora dal tuo figlio. Rossane. AlessandroLasci, che nel suo viso, pria che da lei diviso. Adelberto. OttoneLascia Amor, e siegui Marte. Zoroastro. OrlandoLascia ch'io parta solo. Meleagro. AtalantaLascia ch'io pianga mia cruda sorte. Almirena. RinaldoLascia ch'io pianga mia cruda sorte. Almirena. RinaldoLascia pur amica spene le tue pene. Fraarte. RadamistoLasciami. Tu sei fedele? Vattene. Achille. DeidamíaLascioti, oh bella, il volto. Timante. FloridanteLassa! ch'io t'ho perduta. Atalanta. AtalantaLe luci del mio bene sono per me due stelle. Arcane. TeseoLe profonde vie dell' onde. Emireno. OttoneLe vincende della sorte hanno sempre un novo aspetto. Demetrio. BereniceLeave me, loathsome light!. SémeleL'ingrato non amar, mà rendi a un fido cor. Tigrane. RadamistoLord, to Thee each night and day. TheodoraLove in her eyes sits playing. Aci, Galatea e PolifemoLove in Her Eyes Sits Playing. Acis. Aci, Galatea e PolifemoLove Sounds the Alarm. Acis. Aci, Galatea e PolifemoLuci care, addio, posate!. Alceste. Admeto, re di TessagliaLusinghe più care. Rossane. AlessandroLusinghiera mia speranza. Ottone. AgripinaMà che vuoi più da me. Elmira. FloridanteMa chi sà, se mi riama il mio bene. Deidamia. DeidamíaMà non s'aspetti, nò! è colpa. Oronte. FloridanteMà pria vedrò le stelle. Elmira. FloridanteMa quando tornerai. Alcina. AlcinaMà un dolce mio pensiero. Rossane. FloridanteM'adora l'idol mio, gode il mio core. Agilea. TeseoM'ai resa infelice, che vanto n'avrai?. Deidamia. DeidamíaM'allontano, sdegnose pupille. Meleagro. AtalantaMen fedele, e men costante. Alessandro. AlessandroMenti eterne, che reggete de' mortali. Adelaide. LotarioMi lusinga il dolce affeto. Ruggiero. AlcinaMi palpita il core nè intendo perchè. Ginevra. AriodanteMi restanò le lagrime. Alcina. AlcinaMia bella, godo che son per te. Floridante. FloridanteMio bel sol, dove t'aggiri?. Alessandro. BereniceMio bel tesoro. Ruggiero. AlcinaMio ben, ricordati, se avvien ch'io mora. Gandarte. Poro, Re dell'IndieMio cor, che mi sai dir?. Goffredo. RinaldoMio cor, che mi sai dir?. Goffredo. RinaldoMira virtù, che troppo và di se stessa altera. Poro. Poro, Re dell'IndieMirerò quel vago volto. Fraarte. RadamistoM'opporrò da generoso all' indegna. Sosarme. SosarmeMorirò, mà vendicata. Medea. TeseoMostratevi serene. Orindo. Admeto, re di TessagliaMy father! Ah! methinks I see. HérculesNasce al bosco in rozza cuna. Varo. AecioNasconde l'usignol' in alti rami il nido. Deidamia. DeidamíaNeghittosi or voi che fate?. Dalinda. AriodanteNel riposo e nel contento godo e sento. Lycomede. DeidamíaNel suo sangue, e nel tuo pianto. Matilda. OttoneNelle nubi intorno al Fato a' mortali. Lycomede. DeidamíaNò, che quest'alma scontenti non dà. Goffredo. RinaldoNò, che quest'alma scontenti non dà. Goffredo. RinaldoNò, che servire altrui, nò, quest'anima non sà. Berenice. BereniceNò, non piangete, pupille belle. Timante. FloridanteNò, non temere, oh bella! contenta. Emireno. OttoneNò, più soffrir non voglio. Lisaura. AlessandroNò, quella beltà non amo, che l'amor mio sprezzò. Ulisse. DeidamíaNò, soffrir non può il mio amore. Demetrio. BereniceNon a tempre per colpi si fieri. Ottone. OttoneNon disperi peregrino, se nel dubbio. Lotario. LotarioNon è da Rè quel cor. Egeo. TeseoNon fù già men forte Alcide. Orlando. OrlandoNon hò cor che per armarti. Agrippina. AgripinaNon lasciar Oppressa della sorte. Coralbo. FloridanteNon pensi quell' altera. Berengario. LotarioNon potrà dirmi ingrata, nò, perchè restai piagata. Angelica. OrlandoNon sà temere questo mio petto. Amadigi. Amadigi di GaulaNon sarà poco, se il mio gran foco. Meleagro. AtalantaNon sarà quest'alma mia. Polissena. RadamistoNon sempre invendicata io resterò cosi. Adelaide. LotarioNon sò più che bramar. Teseo. TeseoNon ti credo, non mi fido, maggior prova al ver. Nerea. DeidamíaNon t'inganni la speranza. Clodomiro. LotarioNon vuò perdere l'istante, senza creder all' amante. Nerea. DeidamíaNotte amica dei riposi. Amadigi. Amadigi di GaulaNotte cara, deh!. Elmira. FloridanteNumi! lasciarmi vivere per darmi mille morti. Ariodante. AriodanteO rendetemi il mio bene. Amadigi. Amadigi di GaulaO ruddier than the cherry. Aci, Galatea e PolifemoO Ruddier Than the Cherry!. Polyphemus. Aci, Galatea e PolifemoO s'apre al riso. Morgana. AlcinaO scemami il diletto. Zenobia. RadamistoO sleep, why dost thou leave me?. SémeleO stringerò nel sen quel ben ch'adoro. Medea. TeseoOgni indugio d'un amante. Rinaldo. RinaldoOgni indugio d'un amante. Rinaldo. RinaldoOgni vento ch'al porto lo spinga. Agrippina. AgripinaOh cara spene del mio diletto. Rossane. FloridanteOh care parolette, oh dolci sguardi!. Dorinda. OrlandoOh caro mio tesor, deh! presto torna a me. Oriana. Amadigi di GaulaOh dolce mia speranza. Rossane. FloridanteOh quanto è caro amar, se inaspettato. Rossane. FloridanteOh! didst thou know the pains of absent love. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoOmbra cara di mia sposa. Radamisto. RadamistoOmbre pallide. Alcina. AlcinaOr la tromba in suon festante. Rinaldo. RinaldoOr la tromba in suon festante. Rinaldo. RinaldoOr pensate, amanti cori, che le gioje più soavi. Ulisse. DeidamíaOrgogliosetto và l'augelletto. Matilde. LotarioOrrida a gl'occhi miei. Ginevra. AriodantePadre, germano, e sposo. Elmira. SosarmePena tiranna io sento al core. Dardano. Amadigi di GaulaPeni tu per un ingrata. Onoria. AecioPensa a chi geme d'amor piagata. Melisso. AlcinaPensa a serbarmi, oh cara. Ezio. AecioPensa ad amare, che dal tuo cor amor si chiede. Gismonda. OttonePensa, spietata madre. Matilda. OttonePensieri, voi mi tormentate. Agrippina. AgripinaPer far, mia diletta, per te la vendetta. Orlando. OrlandoPer l'Africaine arene leon se vien cacciato. Poro. Poro, Re dell'IndiePer salvarti, idolo mio, so ben io. Idelberto. LotarioPer si bella cagion m'è dolce la prigion. Demetrio. BerenicePer tutto il timore perigli m'addita. Valentiniano. AecioPerdere il bene amato che il fato e amor ti diè. Ulisse. DeidamíaPerfido, di a quell' empio tiranno. Radamisto. RadamistoPiù contento e più felice regno al mondo. Il Rè di Scozia. AriodantePiù non cerca libertà. Arcane. TeseoPregi son d'un alma grande. Leonato. AlessandroPresso ad occhi esperti già nei ministri. Fenice. DeidamíaProve sono di grandezza. Alessandro. AlessandroPugnerò contro del fato. Dardano. Amadigi di GaulaPupille amate, voi m'insegnate. Alessandro. AlessandroPur che regni il figlio amato. Gismonda. OttonePur ch'io ti stringa al sen. Ottone. AgripinaPur ritorno a rimirarvi. Claudio. AgripinaQual cervetta che cacciata più non sa. Emireno. OttoneQual nave smarrita trà sirti. Radamisto. RadamistoQual piacer a un cor pietoso. Nerone. AgripinaQual portento. Ruggiero. AlcinaQual tigre e qual Megera t'impresse. Teseo. TeseoQuando accenderan quel petto. Deidamia. DeidamíaQuando invita la donna l'amante. Nerone. AgripinaQuando mai spietata sorte finirà. Zenobia. RadamistoQuando spieghi i tuoi tormenti. Dorinda. OrlandoQuanto ch'a me sian care. Teseo. TeseoQuanto dolce amor saria. Lisaura. AlessandroQuanto godrà, allor che mi vedrà. Alceste. Admeto, re di TessagliaQuanto ingannata è quella, mal consigliata bella. Nerea. DeidamíaQuanto mai felice siete, innocenti pastorelle. Onoria. AecioQuanto più forte è il valor. Lotario. LotarioQuel cor, che mi donasti. Adelaide. LotarioQuel finger affetto allor che non s'ama. Fulvia. AecioQuel superbo già si crede. Matilde. LotarioQuell' amor, ch'è nato a forza. Medea. TeseoQuell' oggetto, ch'è caro a chi adoro. Alessandro. BereniceQuesta qual sia beltà della sua libertà. Selene. BereniceQuesti ceppi, e quest' orrore. Floridante. FloridanteQuì d'amor nel suo linguaggio. Ariodante. AriodanteRammentati, cor mio, ciò che prometti. Lotario. LotarioRecagli quell' acciaro. Ezio. AecioRegno e grandezza, vassalli e trono. Berengario. LotarioRendi'l sereno al ciglio. Elmira. SosarmeRicordati, oh bella, che tu sol sei. Egeo. TeseoRiportai gloriosa palma. Atalanta. AtalantaRisolvo abbandonar la bella che mi sprezza. Alessandro. AlessandroRisplendete, amiche stelle. Clizia. TeseoRisveglia lo sdegno, rammenta l'offesa. Poro. Poro, Re dell'IndieRitorna, o dolce amore, conforta questo sen. Ottone. OttoneRitornava al suo bel viso. Angelica. OrlandoS'adopri il braccio armato. Fraarte. RadamistoS'armi il fato, s'armi amore!. Teseo. TeseoSarò qual vento, che nell' incendio spira. Cleone. AlessandroScherza in mar la navicella. Adelaide. LotarioScherza infida, in grembo al drudo. Ariodante. AriodanteScorta rea di cieco Amore. Eustazio. RinaldoScorta rea di cieco Amore. Eustazio. RinaldoSe amor a questo petto non fosse ignoto affetto. Alessandro. Poro, Re dell'IndieS'è delitto trar da' lacci un innocente. Idelberto. LotarioSe discordia ci disciolse. Haliate. SosarmeSe dolce m'era già viver, cor mio. Floridante. FloridanteSe fedel vuoi ch'io ti creda, fà che veda. Angelica. OrlandoSe fedele mi brama il regnante. Ezio. AecioSe giunge un dispetto. Poppea. AgripinaSe il Ciel mi divide dal caro mio sposo. Cleofide. Poro, Re dell'IndieSe il cor mai ti dirà, ch'io mi scordi di te. Medoro. OrlandoSe il mar promette calma. Clodomiro. LotarioSe il timore il ver mi dice infelice. Deidamia. DeidamíaSe la mia vita dono è d'Augusto. Ezio. AecioSe l'arco avessi e i strali. Trasimede. Admeto, re di TessagliaSe l'inganno sortisce felice, io detesto. Polinesso. AriodanteSe mai più saro geloso. Poro. Poro, Re dell'IndieSe mai turbo il tuo riposo. Cleofide. Poro, Re dell'IndieSe mi rivolgo al prato. Dorinda. OrlandoSe nasce un rivoletto. Atalanta. AtalantaSe non ho l'idol mio, scettro. Demetrio. BereniceSe pensi amor tu solo per vezzo e per beltà. Achille. DeidamíaSe possono tanto due luci vezzose. Poro. Poro, Re dell'IndieSe povero il ruscello mormora lento, e basso. Massimo. AecioSe risolvi abbandonarmi, tortorella. Rossane. FloridanteSe tanto piace al cor il volto tuo, Signor. Ariodante. AriodanteSe troppo crede al ciglio colui che và per l'onde. Cleofide. Poro, Re dell'IndieSe tu brami di godere, lascia pur. Melissa. Amadigi di GaulaSe tu la reggi al volo. Valentiniano. AecioS'è tuo piacer, ch'io mora. Aminta. AtalantaSe un bell'ardire può innamorarti. Varo. AecioSe viver non poss' io lungi da te, mio bene. Gandarte. Poro, Re dell'IndieSe vuoi pace, o volto amato. Agrippina. AgripinaSegni di crudeltà dal fiero sposo avrai. Tigrane. RadamistoSeguir di selva in selva la fuggitiva belva. Achille. DeidamíaSemplicetto! a donna credi?. Oronte. AlcinaSempre dolci, ed amorosenon vi voglio. Berenice. BereniceSempre fido e disprezzato. Tassile. AlessandroSen vola lo sparvier. Antigona. Admeto, re di TessagliaSento il cor che lieto gode. Altomaro. SosarmeSento la gioja, ch'in sen mi brilla. Amadigi. Amadigi di GaulaSenza nudrice alcuna, qual pargoletto in cuna. Arsace. BereniceSenza procelle ancora si perde quel nocchiero. Poro. Poro, Re dell'IndieSenza te sarebbe il mondo meno scaltro. Aristobaldo. BereniceSerbati a grandi imprese. Alessandro. Poro, Re dell'IndieSerenatevi, oh luci belle!. Egeo. TeseoS'estinto, è l'idol mio, morire io voglio ancor. Oriana. Amadigi di GaulaShepherd! What Art Thou Pursuing?. Damon. Aci, Galatea e PolifemoSi che ti renderai, quando il mio cor. Tiridate. RadamistoSi dolce lusingar, si forte incatenar. Rossane. AlessandroSi poco è forte dunque tua fede. Selene. BereniceSì, caro, sì, ti stringo al fin così. Alceste. Admeto, re di TessagliaSì, che desio quel che tu brami maggior legami. Nerea. DeidamíaSi, coronar vogl' io col nobil serto. Elmira. FloridanteSì, m'appaga, sì, m'alletta quella vaga collinetta. Achille. DeidamíaSì, m'è caro imitar quel bel fiore. Lisaura. AlessandroSì, minaccia, e vinta. Melo. SosarmeSì, morrò; ma l'onor mio meco, oh Dio!. Ginevra. AriodanteSì, sì, mel raccorderò. Meleagro. AtalantaSi, t'amo, oh caro, quanto un di t'amai. Agilea. TeseoSì, tra i ceppi, e le ritorte. Demetrio. BereniceSi: son quella. Alcina. AlcinaSiam prossimi al porto. Eustazio. RinaldoSiam prossimi al porto. Eustazio. RinaldoSibillando, ululando atterrate la rival. Medea. TeseoSibillar gli angui d'Aletto. Argante. RinaldoSibillar gli angui d'Aletto. Argante. RinaldoSignor, lo credi a me. Meraspe. Admeto, re di TessagliaSincero affetto dolci preghiere. Melo. SosarmeS'io cadrò per tuo consiglio. Haliate. SosarmeS'io dir potessi al mio crudele. Teofane. OttoneSò che Ciel ben spesso gode. Melo. SosarmeSò ch'è vana la speranza. Tigrane. RadamistoSò chi t'accese: basta per ora. Valentiniano. AecioSoffri in pace il tuo dolore. Irene. AtalantaSol prova contenti di gloria l'amante. Mercurio. AtalantaSolo dal brando. Goffredo. RinaldoSolo dal brando. Goffredo. RinaldoSommi Dei! che scorgete i mali miei. Polissena. RadamistoSon confusa pastorella, che nel bosco a notte oscura. Erissena. Poro, Re dell'IndieSon contenta di morire, crude stelle. Zenobia. RadamistoSon lievi le catene a un petto forte. Farasmane. RadamistoSorge infausta una procella, che oscurar. Zoroastro. OrlandoSorge nel petto certo diletto. Goffredo. RinaldoSorge nel petto certo diletto. Goffredo. RinaldoSospiro, è vero; ma se voui saper. Rossane. FloridanteSotto il lauro che hai sul crine. Nerone. AgripinaSovra balze scoscesi e pungenti. Goffredo. RinaldoSovra balze scoscesi e pungenti. Goffredo. RinaldoSparite, oh pensieri, se solo volete. Admeto. Admeto, re di TessagliaSpera allor, che in mar turbato. Antigona. Admeto, re di TessagliaSpera si mi dice il core. Teofane. OttoneSpera si, mio caro bene. Alceste. Admeto, re di TessagliaSpererò, poichè mel dice. Narciso. AgripinaSpero per voi, sì, begli occhi, in questo dì. Polinesso. AriodanteSpero placare quel caro volto. Fraarte. RadamistoSpirto amato dell' idol mio. Cleofide. Poro, Re dell'IndieSposo ingrato, parto si. Polissena. RadamistoStà nell'Ircana pietrosa tana. Ruggiero. AlcinaStimulato dalla gloria. Orlando. OrlandoStragi, morti, sangue ed armi. Tiridate. RadamistoSù, Megera, Tisifone, Aletto!. Demetrio. BereniceSulla ruota di fortuna và girando. Eustazio. RinaldoSulla ruota di fortuna và girando. Eustazio. RinaldoSussurrate, onde vezzosa. Amadigi. Amadigi di GaulaSventurato, godi, oh core. Floridante. FloridanteTacerò, pur chè fedele. Ottone. AgripinaTacerò; mà non potrai. Floridante. FloridanteT'amai, quant' il mio cor già seppe amarti. Amadigi. Amadigi di GaulaTanti affanni ho nel core, ch'il dolore. Ottone. OttoneT'appresta forse amore sol gioje e sol piacer. Ormonte. OttoneTempesta e calma sento nell' alma. Rossane. AlessandroTengo in pugno l'idol mio. Teseo. TeseoTergi l'ingiuste lagrime. Massimo. AecioThus when the sun. SansónThy glorious deeds inspired my tongue. SansónTi credo, si, ben mio. Clizia. TeseoTi pentirai, crudel! d'avermi offesa un di. Oriana. Amadigi di GaulaTi vo' giusta e non pietosa. Ottone. AgripinaTiene Giove in mano il folgore. Altomaro. SosarmeTiranna, la sorte a l'alma mia forte. Poro. Poro, Re dell'IndieTiranna, mà bella, m'uccide e m'alletta. Lotario. LotarioTornami a vagheggiar. Alcina. AlcinaTorrente cresciuto per torbida piena. Alessandro. Poro, Re dell'IndieTortorella, che rimira presa al laccio la compagna. Selene. BereniceTotal eclipse!. SansónTra caligini profonde. Zoroastro. OrlandoTra queste care ombre gradite. Teofane. OttoneTra speme e timore. Oronte. AlcinaTraditore, traditore! così vago di sembiante. Berenice. BereniceTrema, tiranno, ancor dice a ti il fato allor. Gismonda. OttoneTroppo sofferse già questo mio petto (Polissena). Polissena. RadamistoTroppo sofferse già questo mio petto (Zenobia). Zenobia. RadamistoTu ben degno sei dell' allor. Agrippina. AgripinaTu mia speranza, tu mia conforto. Dardano. Amadigi di GaulaTu preparati a morire, se mentire. Ariodante. AriodanteTu puoi straziarmi, puoi tormentarmi. Adelberto. OttoneTu solcasti il mare infido agitata navicella. Meleagro. AtalantaTu vivi, e punito rimange l'eccesso. Lurcanio. AriodanteTu vuoi ch'io parta, io parto. Polissena. RadamistoTuo ben è'l trono, io non. Poppea. AgripinaTutta raccolta. AecioUn disprezzato affetto, un misero sospetto. Ottone. OttoneUn guardo solo, pupille amate, conforto al duolo. Ulisse. DeidamíaUn lampo è la speranza, fà lume. Admeto. Admeto, re di TessagliaUn lusinghiero dolce pensiero. Rossane. AlessandroUn momento di contento. Oronte. AlcinaVà, dal furor portata. Massimo. AecioVà, perfido! quel cor mi tradirà. Deidamia. DeidamíaV'accendano le tede i raggi delle stelle. Giunone. AgripinaVado al campo a combatter col pianto. Erenice. SosarmeVado, corro al mio tesoro. Amadigi. Amadigi di GaulaVaga e bella ogn' or vedrai. Fraarte. RadamistoVaghe fonti, che mormorando. Ottone. AgripinaVaghe perle, eletti fiori. Poppea. AgripinaVaghe pupille, nò, non piangete, nò. Orlando. OrlandoVanne a colei che adori. Matilde. LotarioVanne lungi dal mio petto. Melissa. Amadigi di GaulaVanne, sorella ingrata. Radamisto. RadamistoVano amore, lusinga, diletto. Alessandro. AlessandroVedi l'ape ch'ingegnosa. Fabio. BereniceVedrai con tuo periglio. Poro. Poro, Re dell'IndieVedrò frà poco, se l'idol mio cangiò desio. Alceste. Admeto, re di TessagliaVedrò più liete e belle, oh vago. Lotario. LotarioVeni, o figlio, e mi consola, che se il viver. Gismonda. OttoneVenti, turbini, prestate le vostre ali. Rinaldo. RinaldoVenti, turbini, prestate le vostre ali. Rinaldo. RinaldoVerdi allori, sempre unito. Medoro. OrlandoVerdi piante, erbette liete, vago rio. Angelica. OrlandoVerdi prati e selve amene. Ruggiero. AlcinaVezzi, lusinghe, e brio. Ginevra. AriodanteVi fida lo sposo, vi fida il regnante. Valentiniano. AecioVi sento, sì, vi sento, rimorsi. Berengario. LotarioVibra, cortese Amor, un' altro strale. Tassile. AlessandroVieni, oh cara. Claudio. AgripinaVieni, oh cara, a consolarmi. Argante. RinaldoVieni, oh cara, a consolarmi. Argante. RinaldoVieni, torna, idol mio. Agilea. TeseoVil trofeo d'un alma imbelle. Alessandro. Poro, Re dell'IndieVile! se mi dai vita. Radamisto. RadamistoVinto è l'Amor da sdegno. Matilda. OttoneVivere per penare, nò, che non voglio. Elmira. FloridanteVo' far guerra, e vincer voglio. Armida. RinaldoVo' far guerra, e vincer voglio. Armida. RinaldoVoglio stragi, e voglio morte. Egeo. TeseoVoi che udite il mio lamento. Ottone. AgripinaVola l'augello del caro nido, mà sempre fido. Elmira. SosarmeVolate, amori, di due bei cori. Ginevra. AriodanteVoli colla sua tromba. Il Rè di Scozia. AriodanteVolo pronto, e lieto il core. Narciso. AgripinaVorrei poterti amar il cor ti vorrei dar. Medoro. OrlandoVorrei vendicarmi. Bradamante. AlcinaVorrei, nè pur saprei. Elmira. SosarmeVuol ch'io serva amor la bella. Tigrane. RadamistoWhere Shall I seek the Charming Fair?. Acis. Aci, Galatea e PolifemoWhere'er you walk. SémeleWould you gain the tender creature. Aci, Galatea e PolifemoWould You Gain the Tender Creature. Damon. Aci, Galatea e Polifemo
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Georg Friedrich Händel​ (pronunciación en alemán: /ˈgeːɔʁk ˈfʁiːdʁɪç ˈhɛn.dəl/); en inglés George Frideric (o Frederick) Handel (Halle, Brandeburgo-Prusia; 23 de febrero/ 5 de marzo de 1685 - Londres; 14 de abril de 1759) fue un compositor alemán, posteriormente nacionalizado inglés, considerado una de las figuras cumbre de la historia de la música, especialmente la barroca, y uno de los más influyentes compositores de la música occidental y universal.​ En la historia de la música, es el primer compositor moderno​ en haber adaptado y enfocado su música para satisfacer los gustos y necesidades del público,​ en vez de los de la nobleza y de los mecenas, como era habitual.
Considerado el sucesor y continuador de Henry Purcell,​ marcó toda una era en la música inglesa.​ Para varios expertos es el primer gran maestro de la música basada en la técnica de la homofonía​ y el más grande dentro del ámbito de los géneros de la ópera seria italiana​ y para algunos hasta en el oratorio, por delante de Johann Sebastian Bach.​
Su legado musical, síntesis de los estilos alemán, italiano, francés e inglés de la primera mitad del siglo XVIII, incluye obras en prácticamente todos los géneros de su época, donde 43 óperas, 26 oratorios (entre ellos El Mesías) y un legado coral son lo más sobresaliente e importante de su producción musical.
Georg Friedrich Händel nació el 23 de febrero/ 5 de marzo de 1685 en la ciudad de Halle, ubicada en el Ducado de Magdeburgo del Sacro Imperio Romano Germánico (actual Alemania), hijo de Georg Händel y Dorothea Taust.​ Su padre, que tenía 63 años cuando nació Georg Friedrich, era un cirujano-barbero de prestigio que sirvió en la corte del Ducado de Sajonia-Weissenfels y el Margraviato de Brandeburgo.​ De acuerdo con el primer biógrafo de Händel, John Mainwaring, «había descubierto tan fuerte propensión por la música que su padre, que siempre había deseado que se dedicara al estudio del Derecho Civil, tuvo razones para alarmarse. Le prohibió estrictamente que jugueteara con cualquier instrumento musical, pero encontró medios para conseguir un pequeño clavicordio que transportó en privado a una habitación en la parte superior de la casa. Se escapaba a esta sala constantemente cuando la familia estaba durmiendo».​ A una edad temprana, se convirtió en un hábil intérprete de órgano y clave.​
Händel y su padre viajaron a Weissenfels para visitar al hermanastro de Händel, Carl, o sobrino, Georg Christian,​ que servía como ayudante de cámara para el duque Juan Adolfo I.​ En este viaje, el joven Händel se sentó en el taburete del órgano de la iglesia del palacio, donde sorprendió a todos con su interpretación del instrumento.​ Esta actuación lo ayudó a él y al duque a convencer a su padre para que le permitiera tomar lecciones de composición musical y técnica del teclado con Friedrich Wilhelm Zachow, el organista de la Marienkirche de Halle.​ Zachow componía la música para los cultos dominicales en la iglesia luterana y de él aprendió sobre armonía y contrapunto, la copia y el análisis de partituras y aprendió a tocar el oboe, violín, clave y órgano.​ En 1698, Händel interpretó para Federico I de Prusia y se reunió con Giovanni Bononcini en Berlín.
En 1702, cuando tenía 17 años y por seguir los deseos de su padre, Händel comenzó a estudiar Derecho con Christian Thomasius en la Universidad de Halle.​ Le nombraron organista de la catedral calvinista de Halle por un año y parece que estuvo satisfecho con ello. Un año después, en 1703, viajó a Hamburgo, donde fue admitido como violinista y clavecinista en la orquesta de la Oper am Gänsemarkt de Hamburgo.​ Allí conoció a los compositores Johann Mattheson, Christoph Graupner y Reinhard Keiser y compuso sus dos primeras óperas, Almira y Nero, en 1705.​ Escribió otras dos óperas, Daphne y Florindo, en 1708 y no está claro si dirigió esas representaciones.
De acuerdo con Mainwaring, en 1706 Händel viajó a Italia por invitación de Fernando de Médici. Otras fuentes afirman que lo invitó Juan Gastón de Médici, a quien había conocido en 1703-1704 en Hamburgo.​ De Médici, que tenía un gran interés en la ópera, estaba tratando de hacer que Florencia fuera la capital musical de Italia mediante la atracción de destacados talentos de su época. En Italia, Händel conoció al libretista Antonio Salvi, con quien más tarde colaboró. Fue a Roma y, como la ópera fue (temporalmente) prohibida en los Estados Pontificios, compuso música sacra para el clero romano. Disfrutó del mecenazgo tanto de la nobleza como del clero. Su famoso Dixit Dominus (1707) es de esta época. También compuso cantatas en estilo pastoral para reuniones musicales en los palacios de los cardenales Pietro Ottoboni, Benedetto Pamphili y Carlo Colonna. En 1707, compuso su primer oratorio El triunfo del tiempo y del desengaño​ y un año después escribió La resurrezione, basado en textos bíblicos. Ambos se representaron en un ambiente privado para las familias Ruspoli y Ottoboni en 1709 y 1710, respectivamente.​​​
La primera de todas sus óperas italianas, Rodrigo, fue producida en el Teatro Cocomero de Florencia en 1707.​ Agripina se representó por primera vez en 1709 en el Teatro San Giovanni Grisostomo, propiedad de la familia Grimani. Contaba con libreto del cardenal Vincenzo Grimani y se escenificó durante 27 noches consecutivas.​ Tal fue el reconocimiento que se le dio a Händel en este país, que recibió el sobrenombre de «Il caro Sassone» («el querido sajón», en referencia a los orígenes alemanes del compositor), como nombre afectivo.​
En 1710, regresó de Italia a Alemania y se convirtió en el maestro de capilla del príncipe elector de Hannover Jorge, que en 1714 se convertiría en Jorge I de Gran Bretaña.​ Visitó a Ana María Luisa de Médici y a su marido en Düsseldorf en su camino hacia Londres en 1710. Obtuvo un gran éxito con su ópera Rinaldo, basada en el poema épico Jerusalén liberada del poeta italiano Torquato Tasso, a pesar de que la había compuesto rápidamente, con muchos préstamos de sus más tempranas obras italianas.​ Esta obra contiene el aria Cara sposa, amante cara y la famosa Lascia ch'io pianga.
En vista del éxito cosechado, en 1712 decidió establecerse en Inglaterra. En el verano de 1713, vivió en la casa de Mathew Andrews Barn Elms Surrey.​ Recibió un salario anual de 200 libras de la reina Ana, después de que hubiera compuesto para ella Utrecht Te Deum and Jubilate, interpretado por primera vez en 1713.​ El biógrafo de Händel Jonathan Keates sugirió que pudo haber viajado a Londres en 1710 y establecido allí en 1712 como espía para el futuro sucesor de la reina Ana, su anterior empleador el príncipe Jorge de Hannover.​
Uno de sus mecenas más importantes fue Richard Boyle, un joven y acaudalado aristócrata de familia anglo-irlandesa.​ Para el joven Lord Burlington, Händel compuso en 1715 Amadigi di Gaula, una ópera mágica sobre una damisela en apuros, basada en la novela de caballerías de Antoine Houdar de La Motte.
No compuso óperas durante cinco años porque le resultaba difícil imaginar la concepción de una obra de tales características como una estructura coherente.​ En julio de 1717, se representó la Música acuática más de tres veces en el Támesis para el Rey y sus invitados.
En 1717, Händel se convirtió en el compositor de Cannons en Middlesex, donde puso la primera piedra para sus composiciones corales futuras en los Chandos Anthems.​ Romain Rolland afirma que estos himnos fueron tan importantes para sus oratorios como las cantatas lo fueron para sus óperas.​ Otra obra, que escribió para el Primer Duque de Chandos, el dueño de Cannons, fue Acis y Galatea, que fue la más importante obra representada durante la vida del compositor. Winton Dean escribió, «la música corta la respiración y perturba la memoria».​
En 1719, el duque de Chandos se convirtió en uno de los más importantes clientes del compositor y estaba entre los principales suscriptores de su nueva compañía de ópera, la Royal Academy of Music, pero su mecenazgo declinó después de que Chandos perdiera dinero en la burbuja de la Compañía del Mar del Sur, que explotó en 1720 en una de las mayores crisis financieras de la historia. El propio compositor había invertido en valores de la Compañía en 1716, cuando los precios eran bajos​ y los había vendido antes de 1720.​
En mayo de 1719, Thomas Pelham-Holles, Lord Chambelán, ordenó a Händel buscar nuevos cantantes para la Royal Academy of Music, fundada por un grupo de aristócratas para asegurarse un suministro constante de óperas barroca u óperas serias.​ El compositor viajó a Dresde para asistir a la ópera recién construida. Vio Teofane de Antonio Lotti, y contrató a los miembros del reparto para la compañía. Händel pudo haber invitado a John Smith, su compañero de estudios en Halle, y su hijo John Christopher Smith, para convertirse en su secretario y amanuense.​ Para 1723, se había instalado en una casa de estilo georgiano en el número 25 de Brook Street, que alquiló para el resto de su vida.​ Esta casa, donde ensayaba, copiaba música y vendía entradas, es ahora la Handel House Museum.​ Durante doce meses, entre 1724 y 1725, Händel escribió tres óperas destacadas y exitosas, Julio César en Egipto, Tamerlán y Rodelinda. Las óperas están llenas de arias da capo, como Svegliatevi nel core. Después de componer Silete venti, se concentró en la ópera y dejó de escribir cantatas. Scipione, del que se deriva la marcha lenta del regimiento de la Grenadier Guards británica,​ se representó como un recurso provisional, a la espera de la llegada de la soprano Faustina Bordoni. Además, tuvo el privilegio de contar con los servicios de varios de los principales virtuosos vocales de primera línea de la ópera italiana: el castrato contralto Senesino, la soprano Francesca Cuzzoni y el bajo Antonio Montagnana, entre otros.
Allí escribió 14 óperas para esa institución entre 1720 y 1728, que le hicieron famoso en toda Europa. La estabilidad económica de la empresa, la disposición de los prestigiosos solistas y de una excelente orquesta, así como el gran entusiasmo del público, le permitieron llevar a la época de gloria de la Royal Academy of Music, que incluyó varias de las piezas cumbre de la ópera seria.
El 11 de junio de 1727 falleció Jorge I, pero antes de morir había firmado el «Acta de Naturalización» de Händel. El compositor era ya súbdito británico. En ese momento cambió su nombre a «George Frideric Handel». A Jorge I le sucedió Jorge II y para su coronación se encargó la música al compositor. Así nacieron los Coronation Anthems «Zadok the Priest», que ha sido interpretado en cada coronación desde entonces;​ «My Heart is Inditing», «Let Thy Hand be Strengthened» y «The King shall Rejoice». Las dimensiones de la orquesta y músicos requeridos eran extraordinarias (se pudo leer en un periódico «hay 40 voces y unos 160 violines, trompetas, oboes, timbales y bajos, proporcionalmente, además de un órgano, que fue instalado detrás del altar»). Después de nueve años de existencia, la Royal Academy of Music cesó su función, pero Händel pronto inició una nueva compañía.
El King's Theatre de Haymarket, fundado en 1705 por el arquitecto y dramaturgo John Vanbrugh, rápidamente se convirtió en un teatro de ópera.​ Entre 1711 y 1739, se estrenaron allí más de 25 óperas de Händel.​ En 1729, se convirtió en gerente adjunto del teatro con John James Heidegger.
Viajó a Italia para contratar nuevos cantantes y también compuso siete óperas más, entre las que se encuentran Parténope y Orlando.​ Con Athalia, su primer oratorio inglés,​ Deborah y Esther, Händel sentó las bases del uso tradicional del coro que marcó sus oratorios posteriores.​ Se mostró más seguro de sí mismo, abierto en sus presentaciones y más diverso en su composición.​ Pudo invertir de nuevo en la Compañía del Mar del Sur gracias al éxito comercial de Esther y Deborah. Reelaboró su Acis y Galatea, que entonces se convirtió en su mayor éxito obtenido. No pudo competir con la Ópera de la Nobleza, que contrató a músicos como Johann Adolph Hasse, Nicola Porpora y el más famoso castrato, Farinelli. El gran apoyo a esta compañía de Federico, príncipe de Gales, causó conflictos en la familia real. En marzo de 1734, Händel compuso un himno nupcial «This is the day which the Lord hath made» y la serenata Parnasso in festa para Ana de Hannover.​
En 1734, el consejo de inversores principales esperaba que Händel se retirara cuando expirara su contrato en el King's Theatre, pues ya no se tenía interés en que continuara como compositor. Se instaló allí la Ópera de la Nobleza, la cual contaba con el compositor italiano Nicola Porpora. Por tanto, inmediatamente buscó otro teatro. Le ofrecieron trabajar en el recién construido Covent Garden Theatre y el compositor aceptó.
En cooperación con John Rich, empresario de este nuevo teatro y conocido por sus espectaculares producciones, Händel acordó producir cinco óperas para la temporada 1734-1735, dos de ellas fueron reposiciones de Il pastor fido y Arianna y tres estrenos: Oreste (un pastiche más que ópera), Alcina y Ariodante. Sugirió usar su pequeño coro e introducir la danza de Marie Sallé, para la que compuso Terpsícore. En 1735, introdujo conciertos para órgano entre los actos. Por primera vez dejó que Gizziello fuera sustituto en las arias, quien no tuvo tiempo para aprender su parte.​ Económicamente, Ariodante fue un fracaso, a pesar de que presentaba suites de ballet al final de cada acto.​ Alcina, su última ópera con un contenido mágico, y Alexander's Feast fueron protagonizadas por Anna Maria Strada y John Beard. Este último se convirtió en el tenor solista permanente de Händel durante el resto de su vida.​ La pieza fue un gran éxito y le permitió al compositor hacer la transición entre la escritura de óperas italianas a las obras corales inglesas.
En abril de 1737, cuando tenía 52 años, sufrió un derrame cerebral​ que le inhabilitó el uso de cuatro dedos de su mano derecha, lo que le impidió tocar.​ Incluso parecía que el trastorno a veces afectaba a su entendimiento. Nadie esperaba que fuera a ser capaz alguna vez de volver a tocar, pero se recuperó con notable rapidez del problema.​ Viajó a un balneario a Aquisgrán para recuperarse. Durante seis semanas tomó largos baños calientes y terminó tocando el órgano para un público sorprendido.​ Incluso pudo escribir una de sus óperas más populares, Serse (que incluye la famosa aria Ombra mai fù que escribió para el castrato Caffarelli), justo un año después de su aflicción.​
En 1741, se representó tres veces su última ópera, Deidamía, una coproducción con el conde de Holderness.​ Händel renunció a la composición de óperas y se dedicó a la de oratorios, que tenían más éxito.​ Durante el verano de ese año, William Cavendish lo invitó a Dublín, capital del Reino de Irlanda, para dar conciertos en beneficio de hospitales locales.​ Allí tuvo lugar el estreno de El Mesías, en el New Music Hall en Fishamble Street, el 13 de abril de 1742, con un coro de 26 niños y cinco hombres que provenían de los coros de las catedrales de San Patricio y de la Santísima Trinidad.​
El estreno de Sansón, el 18 de febrero de 1743 en el Covent Garden Theatre, y el uso de solistas en inglés fue un gran éxito. La obra es muy teatral y el papel del coro se hizo cada vez más importante en sus oratorios posteriores. En 1747, escribió el oratorio Alexander Balus. Esta obra se escenificó en el Covent Garden Theatre el 23 de marzo de 1748 y para el aria Hark! hark! He strikes the golden lyre, compuso el acompañamiento para mandolina, arpa, violín, viola y violonchelo.​
En 1749, compuso la Música para los reales fuegos de artificio y a su primera representación asistieron 12 000 personas.​ Un año después se organizó una interpretación del Mesías a beneficio del Hospital Foundling, que tuvo un gran éxito y estuvo seguido de conciertos anuales durante el resto de su vida. En reconocimiento a su patrocinio, lo nombraron gobernador del hospital el día después de su concierto inicial. Legó una copia del Mesías a la institución después de su muerte.​ Su implicación con el Hospital es conmemorada hoy con una exposición permanente en el Museo Foundling de Londres, que también alberga la Gerald Coke Handel Collection. También realizó obras de beneficencia junto a organizaciones que asistían a músicos pobres y a sus familias.
En agosto de 1750, mientras viajaba en carruaje a Londres de regreso desde Alemania, Händel sufrió un accidente entre La Haya y Haarlem y resultó herido.​ Un año después, comenzó a tener problemas de visión en un ojo debido a una catarata, que fue operada por John Taylor. La operación no mejoró su vista, sino que posiblemente la empeoró.​ En esa época estaba componiendo el oratorio Jephtha. Al año siguiente, en 1752, se quedó completamente ciego.
A comienzos de abril de 1759, se sintió mal mientras dirigía su oratorio El Mesías. Terminado el concierto, se desmayó. Falleció el 14 de abril de 1759, en su casa en la calle Brook, 74. Fue enterrado, según su deseo plasmado en su testamento, en la abadía de Westminster, panteón de las personas más célebres del Reino Unido.​ Más de tres mil personas asistieron a su funeral, que fue celebrado con honores de Estado.
Händel poseía una colección de arte que subastaron un año después de su muerte, en 1760. El catálogo de la subasta contenía un listado de aproximadamente setenta pinturas y diez grabados (legó otras pinturas).​
El estilo de Händel es una síntesis de los principales estilos nacionales musicales de su época, tomando los mejores elementos y características de cada uno de ellos y superándolos por separado, como sus compatriotas contemporáneos Johann Sebastian Bach y Georg Philipp Telemann, donde además se añade el estilo inglés de Henry Purcell, al que Händel le da un nuevo y vigoroso empuje, siendo el verdadero continuador de este compositor.​​ Todo ello fruto de sus estancias en Inglaterra, Alemania e Italia, dando prueba de que era un auténtico cosmopolita de su tiempo.​
Su estilo tiene la solidez y el contrapunto de la música alemana, la melodía y el enfoque vocal del bel canto de la italiana, la elegancia y solemnidad de la escuela francesa y la audacia, sencillez y fuerza de la inglesa.​ Händel es un fiel continuador de estos estilos y técnicas, en que no aporta ninguna novedad a todas estas corrientes musicales de la primera mitad del siglo XVIII, aunque como Jean-Philippe Rameau, su música, especialmente en óperas y oratorios, adquiere un nuevo y especial sentido dramático y monumental, triunfante, poderoso y solemne que es único entre la música de su tiempo.​​
Generalmente, su producción tiene una estructura simple y sencilla,​ de lenguaje vocal en la línea del bel canto italiano,​ pero templado y conteniendo un pudor expresivo que recuerda a Purcell en vez de a los compositores italianos,​ cuyas cualidades cautivan rápidamente al auditorio,​ y la homofonía. Es, en esencia, de corte mayormente italiano, que es el estilo más presente en su música y el que más ha influenciado en todos los aspectos de su obra.​
Händel introdujo en sus obras instrumentos musicales poco corrientes, como la viola de amor y la violetta marina (Orlando), el laúd (Oda para el día de Santa Cecilia), tres trombones (Saul), clarinetes o pequeñas cornetas (Tamerlán), tiorba, trompa (Música acuática), liricordio, contrafagot, viola da gamba, carillón, órgano positivo y arpa (Julio César en Egipto y Alexander's Feast).​
El catálogo musical de las obras de Händel, que abarca en total 612 registros más 25 suplementos y obras dudosas y perdidas,​ fue elaborado y publicado en 1978 y 1986 en tres volúmenes. Se conoce con las siglas «HWV», que significan Händel-Werke-Verzeichnis (en alemán, «Catálogo de obras de Händel»).​ A diferencia de otros catálogos que están ordenados cronológicamente, el HWV está clasificado por tipo de obra de géneros y según su naturaleza vocal o instrumental.
Sus obras se dividen en siete grandes grupos, contenidos en dos grandes bloques: música vocal (dramática, oratorios, profana y religiosa) y música instrumental (orquestal, de cámara y para clave) donde abarca todos y cada uno de los géneros de su época.​
En cuanto a música vocal, los géneros y obras que el compositor compuso, que suman 290 piezas en total, son 43 óperas en italiano, alemán e inglés —46 si se añaden Sémele, Acis y Galatea y Hércules—,​ dos músicas incidentales para espectáculos en inglés, 26 oratorios en italiano, alemán e inglés, cuatro odas y serenatas en italiano e inglés, 100 cantatas en italiano y español, 21 dúos, dos tríos, 26 arias sueltas, 16 obras para conciertos espirituales, 41 himnos, cinco Te Deum, un Jubilate y tres himnos ingleses.​​​​
Las óperas componen el punto central de su obra junto con los oratorios y es uno de los más importantes compositores de dicho género,​ y el más destacado en el subgénero dramático de la ópera barroca, la ópera seria del siglo XVII. Sin embargo, dentro de la ópera seria no se puede comparar a Händel con sus antecesores, Alessandro Scarlatti, y sucesores, Johann Adolph Hasse, Christoph Willibald Gluck y Nicola Porpora, ya que fue diferente de ellos por sus formas poco italianas​ y la utilización de recursos de la ópera alemana y francesa.​
Händel tendía cada vez más a sustituir solistas italianos por ingleses. La razón más importante de este cambio fue la disminución de los rendimientos financieros de sus óperas.​ Así fue cómo se creó la tradición con los oratorios que habría de regir su representación en el futuro. Las obras se interpretaban sin trajes ni acción y los cantantes aparecían con su propia ropa.​ Su obra más famosa, el oratorio El Mesías con su coro «Aleluya», es una de las obras más populares de la música coral y se ha convertido en la pieza central de la temporada navideña.
En música instrumental, compuso 78 obras en el ámbito orquestal: 34 conciertos para solistas, 23 concierti grossi, cuatro oberturas, siete suites, dos sinfonías, seis movimientos de danzas y conciertos sueltos y dos marchas.​​ Escribió 68 en el ámbito de cámara: 22 sonatas para un instrumento solista y bajo continuo, 25 sonatas en trío y 19 movimientos sueltos de danzas, marchas y sonatas.​​ Entre todas ellas destacan dos obras orquestales, Música para los reales fuegos de artificio y Música acuática.
Entre 1703 y 1706, mientras residía en Hamburgo compuso la cuarta estructura de la Suite N°4, Zarabande para clavecín en D-menor, la obra fue publicada recién en 1733.​
Sus obras para teclado, en especial las 186 destinadas al clavicémbalo —30 suites y oberturas y 156 movimientos de suite sueltas—,​ son una de las cimas de la música barroca, junto con Johann Sebastian Bach, Jean-Philippe Rameau, François Couperin y Domenico Scarlatti para estos instrumentos. Sus obras más importantes y conocidas son dos colecciones de suites (HWV 426-433 y HWV 434-438) —publicadas en Londres en 1720—, seis fugas (HWV 605-610) y doce conciertos para órgano (Op. 4 y Op. 7). En este ámbito, su maestro Friedrich Wilhelm Zachow le familiarizó con la escuela alemana del clave y órgano, donde recibió influencias de Johann Kuhnau, Johann Jakob Froberger, Johann Caspar Kerll y Dietrich Buxtehude.​ Esta música tiene un aspecto libre y espontáneo, al igual que el resto de su música instrumental. Este novedoso y poco común género lo interpretaba él mismo en los intermedios de sus oratorios.​​ Händel, en estos conciertos, demostraba su talento como organista​ y su original sonoridad​ y con ellos se ganaba el favor del público.​ Sin embargo, se tiene una imagen incompleta de cómo debía de sonar realmente esa música, ya que en las partituras no aparecen las ornamentaciones ni las secciones reservadas a la improvisación.​ Händel, como Bach, fue un notable improvisador al teclado.​
Sus suites HWV 426-433 tienen una originalidad y una variedad muy grande en varios aspectos, en referencia a la suite francesa para teclado, siguiendo la norma como el resto de su obra instrumental.​ Adoptó variados patrones y movimientos de diversos géneros: la sonata de iglesia, como en el caso de la Suite 2, la estructura clásica de la suite, como en el caso de la Suite 1, o una combinación de ambos géneros, como en la Suite 7, y diversos estilos, como el concierto en la Suite 4.​ Estas suites tienen una gran potencia y sentido dramático, un aire de grandeza que casi desborda el marco del clave y utilizan tonalidades poco usadas en la primera mitad del siglo XVIII, como en el caso de la Suite en fa sostenido menor, y, entre la producción de teclado, es en estas obras donde está más patente la originalidad de Händel.​
Después de su muerte, sus óperas italianas cayeron en el olvido, a excepción de selecciones como el aria de Serse, Ombra mai fù. Se continuaron interpretando sus oratorios, pero no mucho después de la muerte del compositor se pensaba que necesitaban un poco de modernización y Wolfgang Amadeus Mozart orquestó una versión alemana del Mesías y otras obras. En el vigesimoquinto aniversario de su muerte, tuvo lugar un acto de conmemoración en la Abadía de Westminster.
A lo largo del siglo XIX y la primera mitad del XX, en particular en los países de habla inglesa, su reputación se basaba principalmente en sus oratorios ingleses, que se representaban habitualmente por enormes coros de cantantes aficionados en ocasiones solemnes. El centenario de su muerte, en 1859, fue celebrado con una representación del Mesías en The Crystal Palace, que implicaba 2765 cantantes y 460 instrumentistas, que actuaron para un público de unas 10 000 personas.
En general, Händel ha gozado de una gran estima entre sus compañeros compositores, tanto en su propia época como desde entonces.​ Johann Sebastian Bach intentó, sin éxito, reunirse con Händel mientras estaba visitando Halle.​ A Mozart se le atribuye haber dicho de él «Händel entiende los afectos mejor que cualquiera de nosotros. Cuando quiere, golpea como un rayo».​ Para Ludwig van Beethoven era «el maestro de todos nosotros ... el compositor más grande que jamás haya existido. Me dejaría al descubierto la cabeza y me arrodillaría ante su tumba».​ Beethoven destacó, sobre todo, la sencillez y el atractivo popular de la música de Händel cuando dijo: «Recurre a él para aprender cómo lograr grandes efectos, por medios tan simples».
Georg Friedrich Händel es uno de los compositores más conocidos de la música clásica. Se ha utilizado su imagen en diversos formatos artísticos y de otra índole, como pósteres, caricaturas y postales. Se han emitido sellos postales y otros documentos filatélicos y numismáticos en numerosos países del mundo, en muchos casos para conmemorar los aniversarios de su nacimiento y muerte. También se han acuñado monedas, medallas y medallones conmemorativos. Su imagen u obras han sido utilizadas en diversos artículos de merchandising, como relojes, vitolas de puro, naipes, muñecos de juguete, platos, tazas y camisetas. Además, se han erigido estatuas y placas conmemorativas en diferentes ciudades y existen numerosos bustos y retratos con su figura.​
En 1942, se estrenó la película biográfica The Great Mr. Handel, dirigida por Norman Walker y protagonizada por Wilfrid Lawson.​ Además, se ha utilizado su música en más de 400 películas y programas de televisión.​
En su condición de autor de música religiosa, su nombre figura entre las celebraciones del Calendario de Santos Luterano y comparte fecha con Johann Sebastian Bach y Heinrich Schütz. Además, se le honra con un día festivo del Calendario de Santos de la iglesia episcopal. Se celebra el 28 de julio y lo comparte con Bach y Henry Purcell. Händel y Bach también se conmemoran en el calendario de los santos preparado por la Order of Saint Luke para uso de la Iglesia metodista unida.​
El cráter de impacto en el planeta Mercurio denominado «cráter Handel» lleva su nombre.